Cristiano Turri

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Mi è sempre piaciuto lo sport. Amo il rugby ma non credo che esistano sport migliori di altri. Esistono però sportivi migliori di altri.

Credo che l’allenamento, in fin dei conti, sia solo un pretesto per molto altro ancora ma questo lo capiscono in pochi e  solo dopo molti anni.

Mi piace allenarmi: ripassare prima a mente i movimenti, lo sforzo di volontà iniziale, la concentrazione per rimanere li’, nell’attimo dove tutto accade, senza distrarsi,con il cuore che accelera i suoi battiti, il respiro che si gonfia fino a rompere il fiato. I muscoli che si scaldano, il sangue che pulsa, il sudore, la sensazione di fatica che  sento fino a quando abbandono ogni resistenza e mi lascio portare dal movimento. La gioia di non essermi risparmiato, di non aver imbrogliato con me stesso. La sensazione finale di sentirmi più “centrato” e la certezza che dopo sarò più forte anche nella vita.

L’allenamento mi riporta ad una dimensione antica della vita e dello sforzo fisico che abbiamo perso ma che sento mia e che mi riappacifica con il mondo.

Credo che siamo tutti unici e speciali nella nostra individualità e che non possa esistere un tipo di allenamento o un esercizio valido e adatto a tutti.

Anche io ho provato la frustrazione di non riuscire a fare bene un esercizio; anche io ho incontrato cattivi maestri che mi hanno sabotato o fatto sentire inadeguato; anche io sono stato programmato per rincorrere i criteri di giudizio di altri ed uscirne inevitabilmente perdente. Oggi so che la mia unicità è una risorsa, il mio vantaggio competitivo.

Ognuno di noi ha una sua Grandezza che va cercata, scoperta e nutrita.

Ho pagato corsi, ho ottenuto diplomi, certificati e attestati. Tutto mi è servito e tanto altro ancora mi servirà. Oggi so che comunicare in maniera efficace è la cosa più difficile e che le parole che usiamo riflettono il nostro mondo. Ho capito che il nostro pensiero è potente perché sono gli orizzonti che la nostra mente si concede a creare la miseria o la grandezza della nostra realtà. Mi sono accorto che per insegnare non basta sapere, perché riusciamo a trasmettere tutto quello che sappiamo solo se abbiamo anche la capacità di immedesimarci nell’altro: di riconoscere la sua l’umanità per venirne a nostra volta riconosciuti. Quando ci si riconosce c’è scambio.

I migliori allenatori sanno tanto di allenamento ma non sanno solo di quello. Ecco perché mi aggiorno ma non smetto di leggere anche di altro e di diverso dall’allenamento. Auguro a me’ stesso di continuare a cercare, di non smettere di farmi “buone” domande, di coltivare la curiosità, di diffidare dal fascino dei dogmi, di considerare verità diverse dalla mia, di scoprire ed accorgermi di cose nuove o di vedere con occhi nuovi. Per migliorarmi. Per fare del mio meglio. ” Perché chi si ferma si inganna.  Se non si sacrifica niente , non si può ottenere nulla” ( Louis Pauwels ).

I miei studi e le mie esperienze professionali